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sabato 13 aprile 2013

Turismo sommerso: il turismo pugliese che non appare


di GoCity Puglia

Le statistiche ufficiali sul movimento turistico non considerano il peso del turismo che non appare, ovvero quello generato dall’affitto delle seconde case e dal sommerso/non dichiarato. Per stimare le presenze turistiche pugliesi del 2011, che includano tanto il turismo ufficiale quanto quello sommerso o non registrato, la Mercury S.r.l. – Turistica ha effettuato uno studio fondato sull’analisi dei dati relativi alla raccolta dei rifiuti solidi urbani e alle vendite dei giornali, integrati da altre informazioni provenienti dalla Banca d’Italia e dall’ISTAT.
Nello specifico, la ricerca mette in evidenza come a fronte di 13,357 milioni di presenze turistiche rilevate nel 2011 dagli uffici di statistica regionale, vi siano 62,119 milioni di presenze non rilevate (non censite o sommerse), per un totale di 75,656 milioni.
A livello comunale i dati fanno emergere coma la percentuale del turismo sommerso sia inferiore nelle principali destinazioni turistiche caratterizzate da una ricettività ben strutturata, mentre aumenta lì dove vi sono meno strutture ricettive censite e dove il movimento non rilevato, o il turismo di ritorno, è particolarmente presente.
Elevatissimi esempi di turismo non dichiarato, si registrano a Rignano Garganico e negli altri comuni della Puglia settentrionale. La percentuale, invece, diminuisce a San Giovanni Rotondo, Bari e Vieste, comuni con un elevato numero di strutture ricettive.
Questo ragionamento viene quasi ribaltato se si considera la differenza in valori assoluti tra presenze rilevate e stimate: in questo caso, infatti, sono i comuni più turistici della regione a registrare variazioni in termini assoluti più rilevanti. Vieste, ad esempio, (tra i comuni con moltiplicatore più basso a livello regionale) si colloca in terza posizione con 2,087 milioni di presenze non rilevate, preceduta da Ugento con 2,769 milioni e da Gallipoli con 2,114.
Nelle località marine il turismo sommerso è quasi doppio rispetto a quello delle città di interesse storico e delle località termali. Ma è comunque nelle località classificate come “d’interesse vario”, ove è fortemente presente una turismo di ritorno, che si registrano i più alti numeri di turismo che non appare.