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venerdì 7 giugno 2013

«A Lecce ho visto il futuro» Ferzan Ozpetek



Dune, mare e uliveti. Ma non solo. «A Lecce ho visto il futuro» ha detto Ferzan Ozpetek. Il filmMine vaganti del regista turco è stato girato tra i palazzi barocchi che riflettono le sfumature dorate del Salento, arricchiti con cariatidi, finestre inghirlandate, putti. Senza perdere la propria identità, Lecce innovativa, vivace ed elegante, guarda al domani nei restauri sapienti, nei pub e ristoranti frequentati ad ogni ora. Perdendosi tra le sue strade si scoprono angoli segreti che nascondono boutique raffinate, laboratori artigianali della pietra leccese e della cartapesta, locali storici. 

In Salento
Ma tutta la Puglia è un set d’eccezione per i maestri della settima arte, da Pupi Avati a Sergio Rubini, all’austriaco Edoardo Winspeare, erede di una nobile famiglia trasferitasi in un castello-masseria a Tricase, in un piccolo paese del Salento«Io sono, mi sento salentino» racconta, aggirandosi per le stanze della Masseria della Corte, nel borgo di Depressa. «Questa terra ha una luce bellissima, struggente, unica, ideale per un regista. Siamo spostati a oriente, circondati da due mari, la luce si riflette sulle nostre acque cristalline e torna a noi calda, ricca di sfumature speciali, fantastiche.»
Ed è proprio la punta estrema, l’antico finis terrae dei Romani, quasi un’isola staccata dal continente, che vive oggi più che mai una seconda giovinezza. Grazie ad architetti di case e di giardini che ridisegnano il paesaggio, ispirati dai colori e profumi intensi per accogliere i nuovi coloni, incantati dalle coste premiate con la bandierina blu, le spiagge caraibiche, le antiche masserie oggi trasformate in locande di charme. Le rocce modellate dalle onde si insinuano in calette e piccoli fiordi a Porto Badisco, annunciato da boschi di lecci e siepi di fichi d’India, daCapo d’Otranto si vedono le coste albanesi. In greco, Leuca significa “la bianca”, “luce”, ma anche “promontorio”. E bianco è, ancora oggi, il colore delle scogliere del Capo di Santa Maria di Leuca dove le acque dell’Adriatico si mescolano con quelle dello Ionio. E’ quasi una kasbah il centro storico di Gallipoli, araba, bianca, un labirinto di vicoli che sbucano in piazzette simili a piccoli teatri. Avamposto della Salina dei Monaci affollata a primavera da fenicotteri rosa ma anche del Parco naturale di Porto Selvaggio, con la torre Uluzzo da cui nei giorni più limpidi si vede la costa calabra a ponente e quella ionica a levante, un susseguirsi di incantevoli spiaggette e fondali pescosi.

Tremiti e Gargano
I fans di Lucio Dalla, invece, non si perdono Vieste, sull’estrema punta del Gargano, dove i veri protagonisti sono i colori del paesaggio, del mare azzurro che abbraccia la terra, del bianco delle stradine e delle case. Qui molte società di charter, come Maga Charter e Vele Blu, offrono barche per scoprire l’arcipelago delle Tremiti, i “sassi di Diomede”, antica terra di confino. A bordo, d’obbligo il cd di Com’è profondo il mare e quello di Luna Matana, ispirato alla natura incontaminata e ai fondali cangianti delle isole San Domino, San Nicola, Capraia, Cretaccio e La Vecchia. Per una nuotata da ricordare il must è la Grotta delle Viole con le pareti rivestite di fiori dalle tonalità rosa, argento e gialle. E il mare sotto che le riflette.