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lunedì 4 novembre 2013

Lecce: Turismo, primi segnali di ripresa.


fonte: LecceSette

E’ abbastanza positivo il bilancio dei primi otto mesi del 2013 per gli operatori turistici di Lecce. Dai dati presentati ieri da Federalberghi risulta una seppur minima inversione di tendenza rispetto al 2012, con i turisti che sono tornati a riempire le stanze degli alberghi cittadini. In sintesi, i dati parlano dell’8,8% di camere occupate in più rispetto al 2012, ma anche di tariffe diminuite del 7,5% e di ricavi che hanno segnato un timido + 0,6%.

L’indagine dell’Osservatorio alberghiero ha preso in considerazione 14 strutture cittadine sulle 18 esistenti (di cui due sono stagionali nelle marine), per un totale di 1.238 camere. Riguardo l’occupazione delle stanze, non ci sono dubbi che nel 2013 le strutture alberghiere cittadine hanno accolto un numero maggiore di turisti rispetto al 2012. quasi tutti i mesi hanno segnato un incremento di presenze, ad eccezione di febbraio, unico mese con il segno meno. Eccellenti i risultati del mese di marzo, che è coinciso con la Pasqua (+29,6%) e di maggio (+20,5%). Risultati raggiunti probabilmente grazie al ricorso ad offerte e promozioni, che hanno comportato un complessivo abbassamento delle tariffe del 7,5% e quindi dei ricavi degli imprenditori. “In un momento di difficile tenuta del comparto a livello nazionale – ha commentato il presidente provinciale di Federalberghi, Mimmo De Santis – registriamo con favore un andamento del nostro sistema turistico leggermente migliore rispetto a ciò che avviene a livello nazionale. il dibattito è aperto sul tema della diminuzione delle tariffe, necessario se si vuole continuare a lavorare. Adesso però i numeri ci dicono che la crisi è quasi alle spalle e bisogna, anche basandosi su questi dati, elaborare strategie comuni per l’anno che verrà”.
Nel quadro di dati che autorizzano all’ottimismo, è sul ricavo medio per ogni stanza che si sono concentrati i ragionamenti degli addetti ai lavori: troppo pochi, per tutti, gli appena 29,65 euro che frutta ogni camera in media. E se si considera che a gennaio e febbraio si lavora guadagnando tra i 15 e i 16 euro per camera, da cui vanno poi sottratti i costi per pagare dipendenti e bollette, allora per molti converrebbe chiudere battenti durante l’inverno. Per gli operatori presenti all’incontro - Andrea Montinari, del gruppo Vestas (Risorgimento, Eos e President); Giancarlo De Venuto dell’Hilton; Francesco Lamacchia del Grand Hotel e Mauro Di Chicco dell’Hotel delle Palme – non ci sono dubbi sulle strategie da adottare per superare definitivamente l’empasse: fare fronte comune sulle tariffe, per evitare che la guerra sui prezzi finisca per danneggiare tutti; chiedere sgravi fiscali e riduzione delle tasse locali agli enti che possono agire in questo senso e infine chiedere alle istituzioni una mano sulla destagionalizzazione. Dal dibattito è emersa infatti l’assenza in città, ormai da qualche anno, di un grande evento in grado di convincere i viaggiatori a spostarsi verso Lecce e la quasi totale inutilità – dal punto di vista degli albergatori – dei piccoli eventi, soprattutto se concentrati nel mese di agosto, quando le camere non fanno fatica a riempirsi. 

Valeria Blanco