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lunedì 13 gennaio 2014

Agricoltura, turismo e credito alle imprese: il Salento riparte



C’è sete di lavoro in provincia di Lecce, dove, seppur genericamente invariata rispetto al 2012 (18,3 per cento), nel 2013 la disoccupazione ha preso il largo soprattutto tra i giovani, fino a raggiungere il 43,3 per cento. Quasi uno su due non ha un lavoro. In tutto sono 212mila gli iscritti agli uffici per l’impiego della provincia.
Complice la pesantissima congiuntura economica che ha colpito il Paese, il tessuto imprenditoriale territoriale non sembra in grado di reagire, caratterizzato per la quasi totalità da micro e piccolissime imprese. Ancora positivo, si riduce trimestre dopo trimestre il saldo positivo della natalità/mortalità delle imprese. Per un’attività che apre c’è in pratica una che chiude.

Il Salento si lascia alle spalle un anno di estremo sacrificio,
 ma non senza provare a guardare al prossimo con speranza e cauto ottimismo. Il rinnovamento è quanto di più auspicabile per un territorio che vede la sua industria tradizionale cedere il passo giorno dopo giorno, con conseguente intensificazione dei flussi di cassa integrazione e mobilità. A novembre l’utilizzo della cassa integrazione da parte delle aziende salentine ha sfiorato quota 5,5 milioni di ore, che si traduce sì in un minor ricorso rispetto al 2012 (quando furono 8,2 le ore utilizzate) ma soprattutto a causa della chiusura di molte aziende e il licenziamento (al 31 ottobre 2013) di 2100 unità. Nel 2014, la disponibilità di ammortizzatori sociali non consentirà gli stessi spazi.
«Quest’anno è stata garantita la cassa integrazione per tantissimi lavoratori. Ma nel 2014 sarà diverso, perché si stanno assottigliando le soglie di accessibilità agli ammortizzatori sociali, soprattutto quelli in deroga. È necessario quindi creare nuove opportunità di lavoro», dice il segretario della Cgil di Lecce, Salvatore Arnesano, che a tal proposito rilancia le proposte affermate con il Piano del Lavoro ripresentato anche in occasione della visita del segretario nazionale, Susanna Camusso: «Puntare su agroalimentare di qualità, turismo, agricoltura, anche attraverso la costituzione di una facoltà di agraria. Aspettiamo un riscontro a queste proposte rispetto alla poca attenzione fino a oggi ottenuta. Nel 2014 vorremmo concretizzare questo percorso, non possiamo immaginare un altro anno all’insegna della cassa integrazione». Il sindacato ha già fissato la prima importante scadenza. A fine gennaio – fa sapere lo stesso segretario – saranno convocati i direttivi unitari di Cgil, Cisl e Uil proprio per condividere una piattaforma unitaria tesa al rilancio del territorio: «Avanzeremo una proposta concreta che coinvolga il mondo dell’impresa».

Il mondo dei lavoratori e quello dell’impresa necessitano di ossigeno. La prima fra le rivendicazioni che anche quest’anno ha fatto breccia è la concessione di credito. In un solo anno, ha rivelato di recente la Confartigianato di Lecce, i finanziamenti alle imprese sono crollati di quasi 263 milioni di euro, pari a un tasso negativo del 6,7 per cento. Servizi e costruzioni sono i settori più penalizzati, davanti al manifatturiero che ha perso un ulteriore due per cento. Il neo presidente dell’associazione degli Artigiani salentini, Luigi Derniolo, non risparmia critiche alle attuali scelte attuate dal Governo: «È stato un anno drammatico soprattutto per gli artigiani e i piccoli artigiani. Non c’è stata la risposta politica che aspettavamo – dice – perché siamo la spina dorsale di questo Paese». L’aspettativa in vista del nuovo anno è quindi più che altro un auspicio: «Speriamo che ci sia un’inversione di tendenza – afferma Derniolo - maggiore attenzione per le attività produttive, che si inizi a capire che la crisi non si risolve gravando sulle spalle delle piccole e delle micro imprese. Da parte nostra, cercheremo di fare sempre più sindacato».

di Pierpaolo SPADA