Le sale conferenze Motus Animi

giovedì 10 settembre 2015

Salento: il turismo del mare

fonte: Lecceprima

Dal Salento. Con 280 km di costa e un profilo costiero particolarmente attrattivo il territorio della provincia di Lecce si presta ad essere attraversato da flussi marittimi di indubbio significato che secondo le stime delle agenzie locali hanno triplicato le cifre negli ultimi 15 anni.

Merito delle infrastrutture leggere di supporto ma anche merito della capacità del Salento di attirare flussi turistici importanti, anche legati al turismo del lusso. Ciò vale a dire che nel sud della Puglia non c’è solo la vacanza estrema, dei divertimentifici alla Rimini e compagnia bella, ma c’è molto altro. C’è un raffinatissimo traffico marittimo che punta a dare compimento a quello che era il disegno abbozzato dal piano provinciale del turismo e cioè di rendere il mare fruibile non solo da terra. Il mare dal mare insomma, uscendo in barca lungo una costa intagliata e a volte inaccessibile, dove è possibile andare alla scoperta di mille sorprese e vivere mille avventure.

Questo vale tanto a oriente quanto a occidente, grazie al mar Jonio e alla sue splendide costiere di Levante e di Ponente. Meno interessante, ma comunque meritevole quel breve tratto di Adriatico (sulla carta fino a Otranto, ma geomorfologicamente al massimo fino a Torre Specchia di Melendugno) dove non ci sono particolari seni o cale ove sperimentare l’antico concetto del contatto intimo con la natura marina.

Per vivere davvero il mare bisogna farlo con la barca e non diversamente, questo significa pesca, snorkeling, attività subacquea in genere, significa open water e altre cose sublimi che in Salento siamo finalmente riusciti a scoprire.

Da oggi in poi, specie in prospettiva, la scommessa deve essere proprio questa, rappresentare l’idea della vacanza guardando la terra da lontano, anzi la terra dovrebbe essere solo un’inutile ocasione, quel che conta davvero è il blu del mare.